Misure più efficaci e norme più rigide sia sulle pubbliche manifestazioni che su internet passeranno al vaglio del Consiglio dei Ministri di giovedì. Ad annunciarlo, il ministro dell’Interno Roberto Maroni che intende presentare le proposte per inasprire le misure anti-contestazione alle manifestazioni e per valutare l’oscuramento dei siti internet che inneggiano all’odio, emersi in maggior numero dopo la vicenda dell’aggressione al Premier.«Stiamo valutando misure più adeguate» ha detto il ministro, in riferimento alla possibilità caldeggiata dal ministro La Russa di inasprire le misure anti-contestazione ed estenderle anche ai periodi che non riguardano la campagna elettorale. Sarà necessario, ha spiegato il Ministro a riguardo, trovare un equilibrio tra la libertà di manifestazione del proprio pensiero in campagna elettorale e quella di manifestare la propria critica. Non si è poi sbilanciato riguardo le intenzioni sull’agire concreto perché intenda prima confrontarsi con il Consiglio dei Ministri poiché si tratta di prendere posizione su argomenti abbastanza delicati quali sono la libertà di espressione sul web e quella di manifestare, per altro in luoghi pubblici e aperti. Ma non si esclude l’ipotesi di un decreto per limitare e regolare gli eccessi che si diffondono sulla rete. Il ministro definisce, quella che sta circolando su Internet in queste ore, “una vera e propria istigazione a delinquere attraverso la rete” che deve essere fermata anche con una possibile azione legislativa che possa far procedere all’oscuramento di tutti quei siti che diffondono messaggi di odio politico e personale nei riguardi del Presidente del Consiglio. La proposta non sarà di semplice attualizzazione comunque, perché, libertà personale dei cittadini e diritto alla privacy, sono terreni abbastanza delicati su cui si dovrà procedere con la massima cautela.Per questo, dice ancora il ministro bisognerà trovare “soluzioni idonee e compatibili con tali esigenze”. La difficoltà maggiore si presenta nel preservare il cittadino che fa un utilizzo lecito dei social network e della rete, e proporre interventi mirati ad oscurare soltanto chi inneggia alla violenza, interventi che verranno ponderati in accordo con la polizia postale e con i responsabili dei social network. Alcuni esponenti del mondo politico già si sollevano e si dicono contrari, primo fra tutti Casini che opponendosi alla decisione proposta da Maroni, motiva il suo dissenso con una strenua difesa della libertà di espressione. A suo dire sarebbe sbagliatissimo e «guai a rispondere con provvedimenti illiberali a sfide che invece richiedono la tolleranza zero», sentenzia il leader dell’Udc. E invita a riflettere proponendo il paragone con il Presidente Obama che riceve intimidazioni inaccettabili su internet ma nessuno in America oscurerebbe mai un sito.
Roberta Valenzano (Barimia.info)